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L’amore per un figlio e’ incondizionato. O forse no.

by Nicole
di Jessica Chiummiello

L’amore per un figlio e’ incondizionato.
O forse no.

Quando è nato Vittorio non ho provato quell’amore smisurato di cui sentivo così tanto parlare, ero contenta ma non fino in fondo, eppure io quel bambino l’avevo desiderato fortemente, così tanto da bucarmi la pancia ogni sera, io che detesto gli aghi. Lo facevo perché sapevo mi avrebbe condotta a lui, in realtà ero certa sarebbe stata una lei, infatti mi ha sorpresa quel pisello.

La depressione post Partum (DPP) differisce dal baby blues, che colpisce 7 neomamme su 10 ed è dato principalmente dagli ormoni in subbuglio che durante la gravidanza giocano a rincorrersi. Passi dall’essere un gattino ferito ad un orso infuriato nel giro di un secondo con immenso stupore (e terrore) di chi ti sta intorno.

I sintomi classici della depressione post parto sono i seguenti:
agitazione, irritabilità, calo dell’appetito, continua stanchezza, disturbi del sonno, senso di colpa e di inadeguatezza nel ruolo di madre, frequenti crisi di pianto, sentimenti negativi nei confronti del neonato e tendenza a isolarsi.

Io ero triste. Grigia. Spenta.

Il primo crollo nervoso è avvenuto in ospedale, tre giorni dopo il cesareo, esausta da quel bambino urlante che non voleva saperne del seno. Singhiozzavo. Tremavo. Non mi calmavo con nulla. Andrea, mio marito, corse a chiamare un’ostetrica che arrivò in un lampo. Mi disse che era normale, dopo il parto e’ comune, ma dovevo asciugare le lacrime e smetterla di piangere.

Inizio a sentirmi sbagliata.

Non so cambiare pannolini, mio figlio è il primogenito ed io sono inesperta.

Sbagliata.

Non capisco perché piange, mentre la mia compagna di letto, al secondo bambino, sa tutto. La guardo e mi sento sbagliata.

Ancora.

Torno a casa, ho partorito a novembre, giornate corte, freddo, arriva la sera e sento salire l’ansia. La scaccio ma torna. Sempre.

La notte non si dorme, Vittorio continua a non attaccarsi bene al seno, i pianti che mi faccio sono incredibili.

Arrivò ad una conclusione: non mi piace essere mamma.

La prima uscita da sola la faccio dopo 7 giorni, e’ tardi ma ho bisogno d’aria e DI STARE SOLA. Cammino e non vorrei tornare a casa, ma devo.

Io SO che lo amo. So che lo amerò come leggo nelle riviste.

Mi sono sentita tante volte una mamma di merda perché non ero perfetta come le altre, in colpa perché non dormiva, non si attaccava al seno, non aveva orari fissi, sbagliata. SEMPRE.

NON fidatevi di chi vi racconta che la maternità è solo GIOIA, eh no ragazze, non lo è affatto!!

Il consiglio che do a te, cara amica che stai leggendo, e’ di non vergognarti, non aver paura di aprire il tuo cuore, di rivelare i tuoi sentimenti a chi vuoi bene.

Si ha bisogno d’aiuto. E non è una colpa. Siamo Super Mamme anche se non facciamo tutto da sole.

Il bimbo cresce, noi con lui. Nessuno Sa fare il genitore, si impara strada facendo.

L’amore per un figlio e’ incondizionato.
Si, ora lo so.

 

Scritto da Jessica C.

Crediti immagine: Lu_Arrais

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