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La scoliosi nei bambini: da che età iniziare il Pilates

by Alessandra Sodi
Pubblicato: Ultimo aggiornamento

La scoliosi nei bambini è stato l’argomento di alcuni nostri ultimi articoli, in collaborazione con Pamela Cirulli di Pilates Benessere in cui abbiamo approfondito questa importante tematica che, come abbiamo visto, riguarda anche i bambini in tenera età. Per poter comprendere se tra i trattamenti riabilitativi è consigliato o meno il Pilates, e da che età i nostri bambini con scoliosi possono iniziare gli allenamenti, oggi Pamela intervista Emanuela Boro di Pilates Armonia, che abbiamo già conosciuto nei bellissimi articoli dedicati al Pilates in gravidanza.

Scoliosi nei bambini: cosa può fare il Pilates per un allievo scoliotico?

Il grande vantaggio che ha il Pilates, rispetto a tutte le altre discipline, è l’attivazione dei muscoli profondi dell’addome come centralità e rafforzo, questo porta ad un alleggerimento sia dei cingoli degli arti inferiori che di quelli superiori. Il lavoro esclusivo e centrale non fa altro che equilibrare le forze che compensano in maniera diversa il rachide e della quale la scoliosi ne è padrona. L’intervento dell’insegnante di Pilates è di guidare l’allievo ad una maggiore consapevolezza del proprio schema corporeo, che è totalmente spostato e “fuori asse” chiedendogli di utilizzare il centro come fulcro di attivazione e guida per l’esecuzione dei movimenti. È sottinteso che le macchine del Pilates sono un valido aiuto affinché il ruolo del centro bilanci correttamente tutto il corpo nell’esecuzione dei movimenti ma in età adulta.

C’è differenza nell’allenamento a secondo della fascia d’età?

Innanzitutto é necessario sapere se la scoliosi è catalogata come dimorfismo o paramorfismo (scoliosi o atteggiamento scoliotico). Chiarito questo, se la scoliosi non è grave e/o patologica, l’attività del Pilates può e deve iniziare a partire dagli 8 anni. Si suggerisce, in questa fascia d’età, vista anche la mia esperienza come insegnante nelle scuole, la possibilità di rendere la lezione attiva e divertente, ad esempio utilizzando la palla, questo evita di rendere troppo noiosa la lezione e/o una perdita di interesse nel lavoro. Dopo 15 anni di insegnamento scolastico a contatto con bambini dai 3 fino ai 10 anni di età, posso affermare che più l’attività è attiva e varia e più produce interesse a volersi sfidare nell’esecuzione di esercizi più complessi. In più suggerisco lezioni di gruppo al fine di creare una sorta di cooperazione tra gli stessi che possano aiutarsi e sfidarsi in modo ludico rendendo costruttivo il lavoro cooperativo.

Scoliosi: allenamento a corpo libero o con gli attrezzi?

In questa prima fase è fondamentale utilizzare il metodo solo esclusivamente sul matwork ( esercizi a corpo libero). Si può implementare il lavoro, ove sia necessario, con il magic circle, pesetti e fasce elastiche. Eventualmente è possibile l’uso della spalliera, che è un attrezzo utilissimo per rafforzare i muscoli del tronco. L’allievo è in fase di sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico per cui sovraccaricare l’allenamento con l’utilizzo delle molle degli attrezzi non è propriamente indicato, soprattutto nel caso in cui ci sia una dimorfismo o un aggravamento della stesso. È sempre importante, in qualsiasi caso, una collaborazione tra l’ortopedico e/o fisioterapista e l’insegnante per un specifico lavoro di rallentamento della scoliosi del soggetto.

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