Home Salute e Benessere Integratori per il sonno dei bambini? Quali, come e perché?

Integratori per il sonno dei bambini? Quali, come e perché?

by Adriana

Il sonno è uno dei momenti più misteriosi e complessi della vita di ciascuno di noi: passiamo circa un terzo della nostra vita a dormire; e quest’azione, all’apparenza semplice e automatica, nasconde in verità numerose insidie. I bambini, da sempre, sono i soggetti maggiormente esposti ai disturbi del sonno: tra comportamenti anomali, risvegli notturni, difficoltà ad addormentarsi, talora, si rendono necessarie delle misure per favorire il sonno dei bambini, come l’uso di melatonina o tecniche di rilassamento. Molte volte, se sei un genitore, avrai sentito il bisogno di cercare metodi per alleviare il sonno agitato dei tuoi bambini; ti sarai chiesto quali siano i migliori metodi per far dormire i bambini tutta la notte e se ci sono rimedi naturali per i disturbi del sonno.

Bene, in tal caso, questo è l’articolo che fa per te: nei seguenti paragrafi tratteremo dei disturbi del sonno e dei principali metodi per limitare il sonno agitato dei tuoi bambini.

I disturbi del sonno nei bambini

Tra i disturbi comportamentali infantili troviamo anche i disturbi del sonno. Essi si manifestano in vari modi ma, secondo gli studi del Golisano Children’s Hospital, University of Rochester School of Medicine and Dentistry – pubblicati sul Manuale MSD -, i disturbi del sonno sono principalmente classificabili in quattro categorie:

  • episodi di terrore notturno/incubi;
  • sonnambulismo;
  • risvegli improvvisi durante la notte;
  • resistenza ad addormentarsi.

In questo articolo tratteremo delle principali difficoltà del sonno che coinvolgono i tuoi bambini, analizzando il problema da un punto di vista scientifico, per poi esplorare insieme le principali soluzioni.

Prima di ciò, tuttavia, riportiamo di seguito una tabella delle ore di sonno che potrà essere presa come riferimento per la quantità di sonno raccomandata per i tuoi bambini.

  • 0-3 mesi dalle 11 alle 17 ore;
  • 4-11 mesi dalle 12 alle 15 ore;
  • 1-2 anni dalle 11 alle 14 ore;
  • 3-6 anni dalle 10 alle 13 ore;
  • 6-13 anni dalle 9 alle 12 ore.

Incubi ed episodi di terrore notturno

L’incubo, che almeno una volta avremo tutti sperimentato, consiste in un sogno caratterizzato da immagini vivide, che disturbano il sonno e spesso portano a destarsi con un senso di paura e angoscia. I bambini tendono a ricordare molto chiaramente gli episodi che hanno sognato, ma non è detto che riescano sempre a esprimerli correttamente: per questo è difficile, per il genitore, distinguere facilmente le cause dell’incubo.

Molto spesso, gli incubi derivano dalla visione di immagini/film/episodi spaventosi, anche sotto il livello di coscienza. Molto spesso sono anche il prodotto di paure consapevoli e inconsapevoli rispetto alla propria stabilità familiare ed emotiva, che andrebbero esplorati con l’ausilio di uno psicologo.

La differenza tra incubi ed episodi di terrore notturno sta, principalmente, nella fase in cui avvengono: gli incubi sono propri della fase REM, ovvero quella del sonno profondo e della maggiore attivazione cerebrale; al contrario, gli episodi di terrore notturno occorrono normalmente all’infuori della fase REM e sono propri della fascia d’età 3-8 anni: il bambino, di norma, si risveglia sudato, affannato e confuso.

La particolarità dell’episodio di terrore notturno è che, talora, il bambino può essere ancora in fase di sonno, dunque tenderà ad agitarsi, divincolarsi e gridare senza essere consapevole della presenza del genitore. In quel caso, la migliore strategia è non svegliare il bambino, ma attendere con pazienza che la crisi si spenga (di solito, dopo pochi minuti, tenderà a tornare a dormire spontaneamente).

Di norma gli episodi non devono spaventare il genitore ma se il disturbo non si estingue nella fase di crescita allora potrà rendersi necessario l’intervento di un medico o psicologo.

Sonnambulismo nei bambini

Altro tipico disturbo del sonno degli infanti è il sonnambulismo, ovvero la presenza di episodi di risveglio notturno caratterizzati dall’assenza di consapevolezza e controllo. Il bambino “sogna ad occhi aperti”, ovvero si muove, si alza dal letto e interagisce con l’ambiente circostante come se fosse sveglio, ma privo di consapevolezza. Normalmente, i bambini tendono a ritornare a dormire dopo qualche minuto, ma talora, se gli episodi sono ricorrenti, sarebbe buona prassi riaccompagnare a letto il bambino dolcemente e senza svegliarlo, nonché liberare il campo dai possibili oggetti contundenti e pericolosi. La presenza di episodi di sonnambulismo si estingue di norma con la crescita.

Disturbo del risveglio notturno

Capita a moltissimi genitori di trovarsi a rassicurare o giocare con il proprio bambino durante la notte, perché ha difficoltà a riprendere sonno. In questi casi, diciamo subito che il miglior consiglio al genitore è quello di evitare di avallare questo comportamento: qualunque ne sia la causa, se inviterai il bambino a giocare o a dormire insieme nello stesso letto, il comportamento verrà più facilmente ripetuto.

Il bambino che tende al risveglio notturno, infatti, riesce normalmente a riprendere sonno, ma se così non fosse, gli è molto più utile mantenere la costanza del luogo in cui dorme (il proprio lettino, ad esempio), con il supporto di una persona cara.

Questo supporto può essere un semplice gesto di affetto, il teneregli la mano o leggere una favola per conciliare il sonno.

Viceversa, sono sconsigliati tutti quei comportamenti che viziano il bambino (facendogli capire che il suo comportamento verrà ripagato con conseguenze piacevoli) e quelli che ne stimolano l’eccitazione (giocare, cercare di passare il tempo e stancarlo). 

Difficoltà a prendere sonno

Uno dei disturbi comportamentali infantili tra i più conosciuti e diffusi è la difficoltà ad addormentarsi. Il bambino che soffre di questo disturbo non riesce a prendere sonno; fatica ad addormentarsi per una serie concomitante (e spesso varia) di ragioni.

Prima fra tutte, lo stress ambientale: il bambino che percepisce pesante la propria giornata, si annoia o non è sereno nel suo ambiente familiare avrà molta più difficoltà a prendere sonno per via dell’affollamento di pensieri che caratterizza questo disturbo comportamentale anche nell’adulto. In questi casi, la presenza di elementi rassicuranti potrebbe facilitare la presa di sonno: un adulto nelle vicinanze (ma mai nello stesso letto), un peluche di attaccamento, una luce fioca di rassicurazione e spesso anche qualche rumore di sottofondo possono aiutare il bambino a sentirsi a casa e protetto.

Inoltre, il disturbo può manifestarsi anche in quei bambini che hanno difficoltà a “spegnere” il proprio metabolismo ad una certa ora della notte; magari per via di iperattività ed energia. In questi casi, è bene sia lasciare che il bambino sfoghi la sua energia con attività diurne stancanti e divertenti, sia provare l’aiuto di integratori a base di melatonina. Di questi rimedi naturali parleremo subito nel prossimo paragrafo.

Integratori per il sonno dei bambini

Il benessere del sonno, come abbiamo visto finora, dipende necessariamente da una serie di fattori “ambientali” che un qualsiasi medicinale o integratore non sarà mai in grado di sostituire. Tuttavia, nei casi in cui possa essere un valido aiuto, è bene sapere che ci sono tipologie diverse di trattamenti farmacologici e integratori per dare sollievo ai disturbi del sonno. L’importante è acquistarli su siti web sicuri, che offrano anche un consulto da parte dei farmacisti: tra questi ti consigliamo di dare uno sguardo a Farmacosmo che ha una categoria specifica dedicata agli integratori per bambini. 

Per quanto concerne i disturbi dei bambini, il metodo finora più sperimentato e valido, allo stesso tempo non invasivo, è la melatonina: sotto forma di integratore naturale, aiuta il bambino ad addormentarsi e riprendere sonno senza bisogno di ulteriori trattamenti. La melatonina è un neuro ormone prodotto naturalmente dall’ipofisi: probabilmente, nei soggetti con particolari disturbi del sonno, la sua quantità scarseggia, o è presente in quantità al di sotto della media.

Proprio per questo, una corretta e bilanciata integrazione dell’ormone non può che aiutare la normale funzione fisiologica del sonno, ristabilendo i normali ritmi circadiani del bambino. E, soprattutto, a differenza di molti altri trattamenti, è una molecola del tutto naturale, che non ha nulla di potenzialmente pericoloso per la salute del bambino. Gli integratori di melatonina sono disponibili in commercio in varie forme, soprattutto come gocce: esse contengono circa 0.5-1 milligrammo della sostanza e possono essere assunte una volta al giorno prima di addormentarsi senza effetti collaterali.

Com’è ovvio, prima di provvedere a qualunque trattamento è bene rivolgersi al proprio pediatra o farmacista.

Come far addormentare un bambino

Oltre al trattamento con melatonina, per ripristinare il sonno del proprio bambino valgono tutti i consigli di cui abbiamo trattato nei precedenti paragrafi riferiti ai singoli disturbi del sonno. In particolare, tutti gli esperti dello sviluppo ci consigliano di mantenere alcuni principi che educhino al corretto sonno il proprio bambino:

creare una routine sempre uguale da ripetere ogni giorno alla stessa ora (cena, bagnetto, pigiamino, musica rilassante, luci basse);

evitare alimenti e bevande eccitanti come cioccolata, tè e cola prima di andare a letto;

mantenere un’unica stanza del sonno, in cui il bambino possa addormentarsi con regolarità, e che identifichi come il proprio luogo sicuro, senza interferenze esterne;

non viziare il bambino con comportamenti di aiuto nel breve termine che possano rinforzare i suoi atteggiamenti sbagliati;

– cercare sempre di ascoltare le lamentele e le difficoltà del bambino, interpretando l’origine del suo disagio, ben consapevoli che sia i sogni sia i disturbi comportamentali potrebbero essere il prodotto di un suo disagio;

annotare su un quaderno/diario gli episodi di difficoltà del sonno ed eventualmente riportare ciò che si è segnato ad un pediatra per decidere insieme quale strategia adottare;

– usare (ma non abusare) degli integratori ed informarsi presso il proprio medico / farmacista.

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