Dal benessere del corpo all’entusiasmo della vita con il massaggio olistico

by Adriana
Pubblicato: Ultimo aggiornamento

Fra le tante cose che facciamo ogni giorno, FERMIAMOCI UN ATTIMO e consideriamo che: siamo vivi! Forse non ci facciamo più caso. Pensiamo invece, che ogni minuto ha un grande valore e non può essere tralasciato, non gustato, perso. Ogni uomo infatti ha l’opportunità di rendere colma di significato la propria esistenza, perché ciascuno ha grandi doti da “tirare fuori” con le quali gustare e mordere la vita. L’uomo contemporaneo è dissociato a livello motorio, emozionale e organico.

Nella quotidianità ognuno di noi, preso da inarrestabile frenesia, è portato a fare più cose contemporaneamente. Pensiamo, sentiamo, facciamo decine di operazioni tutte nello stesso momento. Se il nostro cervello, per sua struttura, ci permette questo bombardamento di dati e la recezione simultanea di più elementi, questo però inevitabilmente ci porta a momenti di confusione, di depressione o di stress.

Rimane pertanto importante porre un freno a questo turbinio di input per poter prestare attenzione a questa semplice considerazione: “se la nostra cultura ha scelto dei valori che portano a distruzione ed aridità dell’azione, perché non ricercare in noi stessi la bellezza del sentirsi vivi, del sentirsi sani, di porre l’attenzione anche sulla miriade di doti che ognuno di noi ha e che vengono immancabilmente poste in secondo piano perché considerate -inutili- o al momento non redditizie?

In un secolo di psicoterapia si è centrato l’interesse sull’individuo come essere isolato, in preda a proprie pulsioni incontrollabili e quindi concentrato sulle proprie difficoltà.

Ora noi sappiamo che, la psicoterapia, nonostante gli innegabili successi nel trattamento individuale, ha fallito dal punto di vista relazionale, concentrando i suoi obiettivi sul soggetto e non sui meccanismi sempre più psicotici della società nella quale esso è immerso. La nostra cultura genera benessere non felicità, creando così un’inevitabile moltitudine di persone, tra loro indifferenti, che non hanno nulla da dirsi se non sullo sterile piano dello scambio d’interessi.

Al di là degli introiti, degli appuntamenti importanti e delle corse al potere, quello che viene sempre più a mancare è una poetica delle relazioni umane, una percezione della vita del proprio stato di salute, delle nostre capacità di empatia di relazione affettiva e di condivisione con altri.

La felicità è contagiosa: una persona serena, influisce sulla felicità di molte altre persone.

Perché dunque non provare a togliere quella maschera di formalità che ci rende tutti grigi e sterili, per aprire il nostro animo ad una vita più trasparente, sincera e serena?
Non esistono filtri miracolosi per vedere il mondo improvvisamente sotto un’altra ottica, né con questo si può pensare che la nostra quotidianità cambi da un momento all’altro, ma da qualche parte è opportuno iniziare.

Noi ci vogliamo provare!

Cosa è il massaggio olistico terapeutico, questo lavoro, parte dal presupposto di voler “far vuoto” intorno a noi dai meccanismi frenetici e antifisiologici nei quali viviamo. Lo stato di tensione muscolare può essere considerato un indice dello stato emozionale e nervoso del paziente e la tensione una perdita di fluidità, una tendenza quindi alla fissità, alla rigidità.

Il sistema ritmico del nostro corpo presente in moltissime funzioni: dallo stesso battito cardiaco, al processo respiratorio come al ciclo mestruale femminile, riportano più volte il nostro inconscio ad un ritmo primario, ma una tensione sostenuta e continua può sfociare nel tempo in un vero e proprio stato patologico.

Andremo quindi a spiegare perché chiamiamo questo tipo di intervento massaggio olistico- terapeutico.

Ogni tipo di massaggio agisce sulla cute e sulle strutture sottostanti ( muscoli e tessuti molli) che hanno una qualità semifluida. I muscoli sono però in contatto con il sistema neurosensoriale, così che turbe della sfera emozionale possono provocare uno stato di tensione più o meno incoscia.

Tramite olii essenziali è possibile andare a sollecitare e conseguentemente sciogliere le zone particolarnente contratte creando diffuso senso di benessere. Lo chiamiamo olistico, partendo dal presupposto che il problema non sta tanto nella contrattura fisica in sé, quanto nel motivo che l’ha costituita: troppo spesso di natura emozionale. Il termine “terapeutico”, deriva dal fare silenzio dentro per potersi capire di più e per concedersi maggior di rispetto, ha senso se poi viene concesso tempo e spazio per verbalizzare le varie sensazioni.

In questo cammino troviamo che il ruolo del terapeuta risulti differente da quello considerato in psicoanalisi.

Qui, è colui che sa abitare interiormente nella relazione, supportandola. Siamo convinti che nella nostra società in molti hanno bisogno di un sostegno e di un supporto, ma per molti di questi non sono necessari anni di analisi psicoterapeutica, bensì di momenti di ascolto, il più delle volte, semplicemente, ascolto di se stessi.

A nostro parere in questi casi il vero “aiuto – supporto” si rivela nella capacità di facilitar immagini significative e simboliche per arricchire la consapevoezza del paziente e la sua possibilità di modificare il suo mondo interiore. Non dobbiamo partire da quello che non va, ma da quello che siamo, non inquisirci, ma accettarsi, per capire di cosa abbiamo bisogno. Solo così la nostra vita ritornerà piena di gusto, e potrà a tutti gli effetti essere firmata come la “nostra migliore opera d’arte!”

Chiara Cerri – Centro Psicologia del Benessere

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