Home Chiedilo alla Psicologa Dormire con mamma e papá – si o no?

Dormire con mamma e papá – si o no?

by Dott.ssa Irene Mazzon

Spesso sentiamo pareri contrastanti su questo tema. Infatti é un classico che amici (magari senza figli 😅) e parenti (impiccioni 😜) ci dicano che dovremmo far dormire il nostro cucciolo fin da subito nella sua stanza, perché poi “non te lo togli piú di dosso”! Ma chi allatta sa bene quanto sia comodo avere il piccolo a lato del lettone, e chi non allatta avrà anche diritto a decidere di tenere il proprio cucciolo vicino senza sentirsi in colpa no?

➡ Co-sleeping e Bed Sharing
➡ É vero che dormire nella stanza con mamma e papà crea bambini “mammoni”?
➡ Come la vicinanza con i genitori influisce sul bambino? – Vicinanza non funzionale
➡ Come capire quando un bambino é pronto per dormire nella propria stanza? C’é un’età stabilita per tutti o dipende da ogni bimbo?

Co-sleeping e Bed Sharing

Innanzitutto dobbiamo essere piú specifici quando parliamo di “dormire nel lettone”. Un conto é dormire insieme a mamma e papá in un unico letto (bedsharing) e un altro discorso é dormire nella stessa stanza dei genitori (co-sleeping), magari in un sidebed (lettino attaccato al letto) oppure in una culla, o ancora in un lettino a sbarre staccato dal letto principale ma sempre all’interno della stessa stanza.

Ricordiamo poi che la cosa piú giusta é sempre quella che fa star bene sia mamma che bambino! Che NON ESISTE una regola universale, poiché ogni individuo é diverso, con esigenze diverse e solo i genitori insieme al piccolo troveranno il loro giusto e sano equilibrio.

Il bed sharing o condivisione del letto é sconsigliato sopratutto con i neonati per una semplice ragione: la sicurezza. Le coperte possono coprire il bambino che fará fatica a respirare, inoltre né mamma né papá riusciranno a dormire tranquilli sapendo che girandosi potrebbero fare del male al proprio piccolo. É poi assolutamente sconsigliato a persone con qualche dipendenza (fumo/alcol) così come per persone che soffrono di sovrappeso.

Ricordiamo inoltre che la temperatura ideale nella camera da letto dove dormiranno i bimbi non dovrebbe superare i 21ºC, quindi se un bambino dorme vicino a voi sarà riscaldato dal vostro calore e dovrete evitare di vestirlo troppo.

I periodi sensitivi secondo il metodo Montessori

Noi abbiamo optato sin da subito, alla culla NextToMe della Chicco per poi passare ad un lettino attaccato al nostro letto, così ho sempre Isabel a “portata di tetta” ma sia lei che io dormiamo tranquille. Certo, spesso me la ritrovo dentro al lettone… ma ormai é grande! (2 anni!).

Ho intenzione di farla dormire con noi a vita? Ovviamente no! Ma decideremo insieme (anche al papà) quando spostarla nella sua cameretta.

Io stessa ho dormito con i miei genitori fino a quasi 3 anni, momento in cui da sola ho chiesto di dormire nella mia stanza. Posso garantirvi che sono sempre stata una bambina indipendente e per nulla “mammona”, quindi mi domando se è vero che tenere i figli nella propria stanza fa così male. Se lo è, sotto che punti di vista?

Personalmente, l’unica “pecca” che vedo nel far dormire i figli nella propria stanza é difficoltà nel trovare un pò di intimità, che però siamo sincere… se si vuole il modo / luogo si trova! 😜

Ho deciso di fare qualche domanda su questo tema alla nostra cara psicologa Dott.ssa Irene Mazzon.

https://www.diventaremamma.com/disciplina-dolce/

É vero che dormire nella stanza con mamma e papà crea bambini “mammoni”?

La nostra cultura è molto improntata sull’indipendenza, sulla performance, l’autosufficienza emotiva ed affettiva. Questo vale per grandi e bambini. Uno dei sentimenti più diffusi nella nostra società infatti è la sensazione di solitudine.

L’essere davvero indipendenti dai genitori (all’opposto della dipendenza che in questo caso richiama la parola “mammoni”) d’altro canto dovrebbe forse giocarsi su fattori come la capacità di prendere decisioni, di trovare una propria strada, di sapersela cavare nella gestione degli aspetti pratici della vita…

E quando siamo più capaci di agire in autonomia? Quando ci sentiamo tranquilli e sicuri.

La possibilità di interiorizzare una sensazione di sicurezza e autoefficacia dipende in larga parte dall’aver sviluppato un attaccamento sicuro. L’attaccamento sicuro si struttura attraverso uno stadio evolutivo, quello infantile, in cui possiamo sperimentare la vicinanza, l’accudimento, l’accoglienza dei nostri bisogni.
Alcuni studi dimostrano che nelle culture africane, dove genitori e bambini nei primi anni di vita dormono insieme, i figli hanno un attaccamento più sicuro.

Come la vicinanza con i genitori influisce sul bambino?

La regolazione della vicinanza presenta un ampio spettro di possibilità.

Vicinanza non funzionale

  1. La vicinanza simbiotica, che vede mamma e bambino agire e sentire all’unisono, dopo i primi mesi in cui questo è fisiologico e necessario, può ostacolare seriamente lo sviluppo di una propria identità da parte del bambino.

  2. Anche la vicinanza basata sull’ansia del genitore di perdere il controllo sul bambino temendo catastrofi imminenti la rende angosciosa e limitante. L’ansia di separazione del genitore non può essere la ragione per cui il bambino dorma vicino a sé.

  3. Un altro tipo di vicinanza genitore-bambino non funzionale è quella che annulla la coppia genitoriale o nega aspetti legati alla sessualità o alla necessità di intimità ed esclusività della coppia.

Sono infatti molto perplessa quando sento di coppie che hanno rapporti sessuali con i figli piccoli nella stanza o addirittura nel letto. L’aspetto erotico legato al corpo sessuato di un adulto è fondamentale nella vita della coppia, ma è importante non vada condiviso in alcun modo con i bambini che, ricordiamolo, a pelle sentono tutto quello che accade intorno a loro.

Ci sono anche genitori che tendono a tenere vicino il bambino durante la notte proprio per evitare un contatto sessuale con il partner. Questa motivazione è chiaramente disfunzionale, in quanto legata alle esigenze dell’adulto e non del bambino.

  1. Una situazione in cui la “vicinanza” notturna tra genitore e bambino può avere di risvolti controversi è, in ultimo, quella che riguarda i figli di genitori separati. Spesso vedo genitori che dormono con il proprio bambino per non provare nostalgia o senso di vuoto in assenza del compagno o della compagna. Questa funzione di supporto del bambino al genitore rappresenta un’iper-responsabilizzazione e una confusione di ruoli molto pericolosa.

Queste quattro tipologie di “vicinanza” genitore-bambino in relazione all’assetto notturno, però, non rappresentano ciò di cui stiamo parlando. La vicinanza “buona” è quella che si regola attraverso la sintonizzazione con i bisogni del bambino nel qui e ora, senza che questi siano travisati a causa delle proiezioni dei nostri bisogni e delle nostre paure. È una vicinanza fatta di condivisione e accudimento.

Il co-sleeping nell’accezione di room-sleeping, come hai spiegato, prevede che i bambini possano dormire nella stessa stanza, non nello stesso letto dei genitori durante i primi anni di vita e viene utilizzato come modalità prevalente in circa metà della popolazione del mondo. Secondo alcuni studi sviluppatisi degli USA, risulta essere positivo per il bambino fino ai 18 mesi di età dal punto di vista del benessere psicofisico che riguarda l’apparato caridiaco, respiratorio e digestivo.
È importante però che entrambi i genitori siano in accordo tra loro rispetto all’assetto notturno e che ciò non comporti una modificazione eccessiva degli orari famigliari. Mi riferisco a bambini che non vanno a letto finché non dormono anche i genitori, col risultato che i genitori si trovano a dover andare a letto alle nove di sera o i bambini arrivano a stare svegli fino a mezzanotte!

Culla Next to Me della Chicco, da attaccare al lettone

Come capire quando un bambino é pronto per dormire nella propria stanza? C’é un’età stabilita per tutti o dipende da ogni bimbo?

Non credo che nulla sia stabilito per tutti. Ognuno di noi ha il proprio percorso. Certo però ogni cosa ha il suo tempo. I bisogni di un bambino che sviluppa delle competenze che lo rendono un individuo sempre maggiormente autonomo e proiettato verso il mondo esterno non sono gli stessi di un neonato.

Per questo si può dire che entro i due o tre anni può essere consigliato che il bambino si sperimenti nel dormire nella sua stanza. La vedo come una necessità di configurare ed appropriarsi di un loro spazio, sia fisico che mentale, che va di pari passo allo sviluppo del linguaggio. Entrambe sono funzioni legate allo sviluppo della mente e dell’identità come entità autonome rispetto all’esterno e agli altri.

Spesso il bambino è pronto quando lo sono i suoi genitori.

Convertire lettino IKEA STUVA in lettino Montessori

Quando il bimbo vuole dormire nella sua stanza, ma ha delle paure, come possiamo aiutarlo? Hai qualche esempio pratico da darci?

Sulle paure in genere mi viene in mente questo articolo che ho scritto nel mio sito.

Riguardo alle paure notturne, nel momento in cui il bambino dorme nella sua stanza la cosa migliore è aiutarlo a gestire le sue paure all’interno del suo spazio senza che ogni notte debba tornare nella camera dei genitori se è agitato. È possibile che lo faccia, ma è anche importante che interiorizzi delle modalità di autoconsolazione e autorassicurazione. Penso al pelouche preferito da tenere con se o alla lucina sempre accesa, ma anche all’importanza di parlarne con lui facendosi raccontare il contenuto delle paure, delle immagini che gli vengono la notte, facendo dei disegni, leggendo delle storie… e poi condividendo delle strategie che può utilizzare quando è nel suo letto e si sente spaventato.
Ogni paura però va affrontata per il significato che ha nella situazione specifica che il bambino sta vivendo, e questo è un argomento che potremmo affrontare in modo più diffuso…

Consulenze personalizzate

Se hai bisogno di una consulenza personalizzata ti ricordiamo che la dott.ssa Irene Mazzon riceve a Milano in viale Vittorio Veneto 30. Qui i suoi contatti e riferimenti!


E la domanda dal milione di euro…

Come spostare il bimbo nella sua cameretta?

Ve lo sveliamo nel prossimo articolo! 😜


I vostri bimbi dormono nella vostra stanza oppure in cameretta? Raccontaci la tua esperienza

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