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Come recuperare l’allattamento esclusivo al seno dopo l’aggiunta

by Nicole

Noi di DiventareMamma abbiamo spesso parlato dell’importanza dell’alto contatto e di una gravidanza e puerperio il più sani possibili, ed in questo articolo ti diamo qualche suggerimento su come recuperare l’allattamento esclusivo al seno raccontandoti la mia esperienza!

Come potrai leggere, per me non è stata proprio una passeggiata! Un parto difficile e una strada tutta in salita! Ma alla fine ho avuto la meglio, forse anche grazie alla mia testardaggine, ma sopratutto grazie ai consigli della consulente che mi ha seguito in questo percorso e al supporto morale delle ragazze sui vari gruppi Facebook dedicati all’allattamento!

Spesso tendiamo a sottovalutare quanto una neo mamma sia fragile i primi mesi. Tutto è nuovo: non siamo mai state mamme prima d’ora e abbiamo paura di sbagliare. Mettici gli ormoni, i parenti e i consigli non richiesti… finisce che entriamo in depressione! Infatti la depressione post-parto non andrebbe mai sottovalutata! Spesso, la cosa che piú ha bisogno una neo mamma è una amica, una valvola di sfogo, il supporto di qualcuno che sappia ascoltarla ma soprattutto rassicurarla!

L’arma contro ogni male invece (o per lo meno contro i consigli non richiesti e l’ignoranza dei parenti) è l’informazione ragazze mie!
Quindi, leggete, istruitevi e… buon allattamento! ❤

Come ho recuperato l’allattamento esclusivo al seno

Ho sempre immaginato che l’allattamento sarebbe stata un’esperienza bellissima sin da subito, invece non è proprio andata cosí! Infatti dopo neanche 10 giorni dal parto (un parto abbastanza traumatico e ben lontano dal mio “parto ideale” e te ne parlo qui) mi sono sentita dire dalla pediatra che stava controllando Isabel “Signora, sua figlia piange perché ha fame non vede? La vuole far morire di fame?”.

Mio marito si é trattenuto nel mandarla a quel paese solo perchè io ero già abbastanza scossa, ma mentre ero fuori dal consultorio che allattavo (perchè voleva farmi fare la doppia pesata! NO comment!) mi convinse che saremmo andati da una pediatra privata a sentire una seconda opinione. Sono andata via piangendo, mi sono sentita dire che ero una madre sciocca che non ascoltava sua figlia, testarda perchè si ostinava a darle il seno quando “non c’era abbastanza latte” e che mia figlia piangeva di fame. Insomma una mamma degenere!

Ci penso ancora e mi viene tantissima rabbia, non è proprio da me stare zitta davanti a queste cose, ma credo che gli ormoni ebbero la meglio e in quel momento mi sentivo davvero una mamma incapace… incapace di nutrire la sua figlia. Mi sentivo davvero inutile e assolutamente demoralizzata! Tutto stava andando storto!

Mio marito a volte fa uscire il peggio di me, lo ammetto. Siamo come cane e gatto, entrambi testardi e cocciuti, ma…. Senza di lui non sarei riuscita a superare tutto questo a testa alta! Lui è stato l’unico a credere veramente che ce l’avrei fatta in questa impresa, così come mi è stato accanto per tutto il travaglio fino al parto… (cercherò di ricordarmi di questo nelle nostre prossime discussioni 😜).

Cosí, dopo essere state dalla pediatra privata e dopo averle spiegato la mia seria intenzione a riuscire ad allattare, ha fatto la cosa più saggia a questo mondo (magari tutti i pediatri riconoscessero i propri limiti in questo modo!) e mi consigliò una consulente certificata in allattamento!

L’importanza di una consulente in allattamento

Antonia (che ringrazierò all’infinito fino alla fine dei tempi) è venuta a casa, ha controllato l’attacco e mi ha confermato ciò che mi disse anche la pediatra privata (con termini decisamente più delicati della prima!) ovvero che la mia produzione di latte in effetti era poca, questo perché Isabel ciucciava troppo poco e si stancava subito! La soluzione era dare l’aggiunta per rimetterla in forza, farle prendere un pò di peso, e farla uscire dal quel catatonico letargo (era quasi in ittero!). Invece a me, sarebbe toccata la parte difficile! Se davvero volevo allattare avrei dovuto stimolare la produzione del mio latte con un tiralatte, che avrebbe fatto le veci di Isabel quando lei dormiva!

Così per più di un mese, avevo la sveglia fissa sul telefono ogni 3 ore esatte, anche la notte! Ogni 3 ore mi attaccavo al tiralatte subito dopo la sua poppata e attendevo… vedevo le goccine uscire e pensavo sempre che era troppo poco! Ma Antonia mi rassicurava sempre dicendo che il tiralatte NON è uno strumento per misurare la quantità di latte, ma uno strumento per stimolarne la produzione! Infatti la suzione del tiralatte non sarà mai come quella del bambino!

Il tempo passava e Isabel era sempre più sveglia e forte! Ciucciava con più foga e vedevo che forse era pronta! Ammetto che ero stanca, davvero molto stanca di tutta questa situazione…

Tutti quelli che incontravo mi dicevano le solite frasi del ca**o:

“Ma si, dalle il biberon tanto cresce bene lo stesso”! Oppure “anche i miei figli sono cresciuti con l’artificiale e sono sani, l’importante è quello non stare ad angosciarti”!.

Pure mia mamma, che mi ha comunque sempre supportata nelle mie scelte, ricordo un giorno mi disse che mi vedeva davvero provata e che anche se le avessi dato l’artificiale Isabel sarebbe cresciuta bene. Quelle parole mi irritarono (sopratutto perché venivano dalla mia mamma) perché mi facevano capire che gli altri non capivano (scusate il gioco di parole) che io ci tenevo veramente a questa cosa! Già il parto era andato di 💩 (scusate l’espressione) potevo al meno avere l’allattamento che tanto desideravo!?

Fissarsi una meta ed essere obbiettive

Mi ero messa in testa una cosa: mi ero prefissata una data e se entro quella data non sarei riuscita nell’impresa di recuperare l’allattamento al seno esclusivo, avrei messo il cuore in pace e avrei dato l’artificiale! Sarebbe cresciuta la stesso? Si! Ma al meno io avrei fatto tutto il possibile per recuperare l’allattamento. Non si tratta di “fissarsi” ma di “raggiungere una meta”. Se questa meta é materialmente impossibile è inutile. Non siamo tutte uguali, alcune siamo più forti, altre ancora più deboli sotto altri aspetti. Io so solo che ci ho messo anima e corpo in questa avventura e alla fine ho avuto la meglio!

Quando decisi che avrei lasciato l’aggiunta fu davvero dura! Ero consapevole che non sarebbe stata una passeggiata ma sapevo anche che era arrivato il momento, perché purtroppo Isabel cominciava a gradire sempre di più il biberon (dove il latte arrivava in quantità e senza fatica) e sempre di meno il mio seno (dove se lo doveva guadagnare ciucciando 😂). Sapevo che se non facevo il passo avrei perso l’allattamento!

Così un giorno iniziai a ridurre la aggiunta: da 100ml a 80ml. Il giorno dopo a 60ml, poi a 40ml fino l’ultimo giorno in cui diedi solo 30ml.
Il giorno dopo decisi che non avrei piú dato l’artificiale e l’avrei tenuta al seno il tempo necessario. Insomma, feci quasi una settimana con lei attaccata h24!

Ci vollero davvero quasi 15 giorni affinchè la mia produzione di latte si stabilizzasse e calibrasse alle sue necessità.

Fu davvero dura ma posso dirvi con certezza una cosa: recuperare l’allattamento esclusivo al seno dopo l’aggiunta per me è stata una delle impresi più difficile e gratificanti della mia vita! Ne vado fiera e sempre la porterò con me!

L’aggiunta – quando serve veramente?

L’aggiunta di latte artificiale al giorno d’oggi viene prescritta come acqua fresca! Il bambino non dorme bene? Dai l’aggiunta! Il bambino é cresciuto un pó meno rispetto gli standard fissati? Dai l’aggiunta! Il bambino si lamenta durante il giorno? Aggiunta!!! Insomma… L’aggiunta pare il rimedio ad ogni male. Ma non é proprio così!

L’aggiunta di latte artificiale o materno dovrebbe essere un aiuto per le mamme, per superare determinate crisi. Ci sono casi in cui le aggiunte e l’utilizzo di biberon sono – purtroppo – indispensabili! Bambini nati pre-termine, bambini in TIN, bambini sottopeso e altre patologie.

La suzione è una cosa faticosa per un neonato! È per questo che i neonati molto piccoli spesso sono incapaci di ciucciare in modo efficiente! È praticamente quello che è successo a me! Isabel è nata di 38 settimane, ed era uno scricciolo di 2560gr! Ricordo che era davvero davvero minuscola! Quando la attaccavo al seno lei ciucciava 20 secondi e crollava dal sonno! Faceva davvero fatica a ciucciare e questo ha fatto si che in 10 giorni non aumentasse di peso. Il latte c’era? Si, perchè dopo 5 giorni la montata arrivó, il problema era che lei ciucciava troppo poco!

Se puoi evita il biberon per dare l’aggiunta!

Come vi ho raccontato prima, Isabel aveva capito subito che dal biberon il latte arrivava subito mentre alla tetta doveva faticare per farlo arrivare! I bambini, seppur piccini, capiscono subito e ricordano! Quindi, se sotto consiglio del pediatra e dopo la conferma di una consulente in allattamento, devi dare l’aggiunta: evita il biberon!

Come dare il latte senza biberon? Ecco qualche alternativa:

  • Una siringa senza ago
  • Un cucchiaino (ma dovrai fornirti di infinita pazienza)
  • Il DAS (un dispositivo in vendita in farmacia che è una specie di sondino che si attacca al capezzolo, dal quale arriverà il latte in aggiunta al tuo!) Puoi comprarlo qui.

Pensi di non avere latte? Occhio agli interferenti!

Questa frase ce la sentiamo dire così spesso! Ma non è – quasi – mai così! Si stima che meno del 3% della popolazione mondiale è incapace di allattare. Basti pensare che siamo mammiferi e che allattare fa parte del nostro DNA, fa parte di noi come essere umani! Indubbiamente ci sono particolari situazioni in cui non è possibile allattare, ad esempio se si è sotto cura di antibiotici non compatibili con l’allattamento, oppure sotto chemioterapia. In casi ancora più rari per qualche seria disfunzione ormonale oppure in mancanza delle ghiandole mammarie.

Un dato davvero curioso è che: UDITE UDITE! Anche gli uomini possono allattare! Infatti “L’allattamento maschile è fisiologicamente possibile” (Patty Stuart Macadam, “Male Lactation”, in Compleat Mother n. 43, 1996). Infatti secondo diversi studi, basterebbe la stimolazione del capezzolo e la produzione di ormoni scatenati dall’attaccamento padre-figlio. Ad esempio, sentire il bambino piangere in preda alla fame o disagio genera (solitamente nella mamma presente) una serie di stimoli che vanno ad agire nella produzione di prolattina e ossitocina (gli ormoni incaricati della produzione del latte). Insomma… dopotutto anche gli uomini hanno i capezzoli, quindi… perchè no? 😜

Le probabilità che tu NON abbia latte sono veramente remote. Piuttosto, è possibile che ci sia qualcosa che stia interferendo nella sua produzione:

Ciucci

NON vanno assolutamente dati finché l’allattamento non è partito e si è assestato. Solitamente si consiglia di attendere al meno il primo mese di vita prima di introdurli. Perchè? La ragione è semplice! Il bambino DEVE succhiare al seno! Poco importa che sia coccola, fame o sete! Le prime settimane avrai una piccola cozza attaccata quasi h24, ma è del tutto normale! Infatti la suzione è il meccanismo necessario per stimolare la produzione di latte!

Aggiunta

La famosa aggiunta! La produzione di latte è stimolata dalla suzione. Più il bambino ciuccia più il latte si produce. Se il bambino si sazia di latte artificiale, ciuccerá meno al tuo seno e di conseguenza produrrai meno latte. Si tratta di un circolo vizioso!

L’alto contatto, come l’uso della fascia porta bebè o il co-sleeping possono aiutare mamma e bambino ad essere piú sereni!

Sfatiamo miti!

  • Il latte diventa acqua ❌ NO! Non diventa MAI acqua! Neanche dopo i 2 anni!
  • Spremo il seno ma non esce latte: non ho latte! ❌ SBAGLIATO! La suzione del neonato produce la secrezione del latte, e per molte mamme la spremitura manuale non fa uscire nulla!
  • Non ho abbastanza latte perché se uso il tiralatte ne esce pochissimo. ❌ Il tiralatte non é un metodo per misurare il latte! Io se mi tiro il latte ne ricavo neanche 50ml, e allatto mia figlia da 2 anni, posso garantirvi che di latte ne ho eccome!
  • Il mio latte non é abbastanza nutriente ❌ Impossibile!  A meno che tu non abbia importanti carenze vitaminiche!
  • Sta attaccato tanto e spesso perché ho poco latte ❌ Sta attaccato perché è un neonato! Ed ha bisogno del tuo calore!

In poche parole

  • Attenta agli interferenti (ciucci / biberon)
  • Ignora i consigli non richiesti
  • Affidati a una consulente (i pediatri spesso non sono correttamente informati!)
  • Appoggiati a gruppi dedicati per ricevere supporto emozionale (anche su Facebook!)
  • Abbi pazienza! Verranno tempi migliori, te lo garantisco ❤

Hai dubbi?

La Leche League Italia ha un numero di telefono che puoi chiamare per ricevere aiuto gratuitamente! Oppure sul loro sito puoi cercare la consulente piú vicina a te!


⚠ Le informazioni pubblicate in questo blog non sostituiscono in alcun modo i consigli, il parere, la visita o la prescrizione del proprio medico.

E te, che esperienza hai avuto con l’allattamento?

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