Home Salute e Benessere Come riconoscere le allergie alimentari nei bambini?

Come riconoscere le allergie alimentari nei bambini?

by Pazienti.it

Mamme – e future mamme – attenzione: stiamo per parlarvi di un argomento delicato, le allergie alimentari nei bambini.

Già, è proprio così. Esistono dei piccoli e significativi campanelli d’allarme, che è bene non sottovalutare. Scopriamoli insieme.

✨ A cura della redazione di Pazienti.it

I sintomi dell’allergia alimentare

Per prima cosa, il consiglio è di notare quando si manifestano dei sintomi sospetti dopo l’ingestione di un alimento in particolare. Ricordate: i primi segnali di una reazione allergica si presentano già dopo pochissimi minuti – e anche secondi.

⚠️ Le allergie in Italia sono in costante aumento nei più piccoli. Negli anni ’90 solo il 7% dei bambini soffriva di qualche tipo di allergia. Oggigiorno sono circa il 20%.

I sintomi più comuni – che tendono a ripetersi – sono:

  • gonfiore della pelle;
  • lingua e labbra gonfie;
  • arrossamento cutaneo;
  • prurito;
  • asma;
  • vomito e dolori all’addome;
  • calo di pressione.

Altre volte, i segnali possono essere meno espliciti e durare di più nel tempo. Ovvero possono comparire eczema, dermatite atopica e reflusso gastroesofageo.

La dermatite, in particolare, si lega spesso all’allergia alle uova, al grano e al latte vaccino. Per questa ragione, è bene parlarne subito con il pediatra e l’allergologo, per capire come diagnosticare con certezza le eventuali allergie.

Lo zucchero fa male ai bambini? Facciamo chiarezza!

Quando fare il prick test

Per svelare le allergie, il piccolo dovrà necessariamente eseguire dei test, noti come prick test. Si tratta di test cutanei che prevedono delle micro-punture per iniettare delle gocce di allergeni e valutare poi, nell’arco di 15-20 minuti, la comparsa di pomfi sospetti.

Prima dell’esame, ovviamente, il piccolo non deve aver assunto – già da almeno 3 giorni – né cortisonici né antistaminici.

Il prick test si puó eseguire anche a poche settimane di vita, ma viene considerato difficilmente interpretabile fino ai 3 anni del bambino.

Il dosaggio delle IgE specifiche

La presenza di IgE specifiche per allergeni alimentari può essere riscontrata anche un prelievo di sangue, senza dunque far sì che si manifestino piccole reazioni allergiche.

Gli esiti, solitamente, si hanno dopo 1, 2 settimane al massimo.

La dieta di esclusione e il reinserimento dell’alimento

Si è soliti pensare che la prima e unica cosa da fare sia eliminare l’allergene dalla dieta. Sì, ma è bene – come prova del nove – escludere il cibo in questione per un mesetto; in seguito, provare a reintrodurre l’alimento, somministrandolo a dosaggi crescenti, per rivedere le reazioni del piccolo (sempre con la guida dell’allergologo e di personale competente).

Si avranno così risposte certe per poter ridefinire, in maniera chiara, la dieta del bambino.

0 commenti
2

Potrebbe anche piacerti

Condividi