Home Libri Recensione libro: La famiglia Winshaw

Recensione libro: La famiglia Winshaw

by Marianna Brogi

Care mamme lettrici e non, fino ad ora vi ho raccontato storie familiari dense di sentimento e di poesia, oggi vi stupirò con effetti speciali!  Vi presento la recensione de La famiglia Winshaw.

Nell’ultimo post vi ho parlato della famiglia Trueba de La casa degli spiriti, una storia sofferta e appassionata. Oggi parliamo di cinismo e malaffare. La famiglia Winshaw, infatti, è molto diversa e decisamente sopra le righe. Come dite? Lo sono tutte? Credo che dopo aver letto questo romanzo, non la penserete più così 😉

La famiglia Winshaw è un romanzo dello scrittore inglese Jonathan Coe. Era il primo titolo che leggevo di Coe e mi sono informata: lo scrittore tratta spesso tematiche sociali, come quelle contenute in questo romanzo, attraverso una visione speciale. Coe manifesta il suo disappunto utilizzando una satira che definirei quasi nera, ma molto divertente: nella migliore delle tradizioni inglesi. 

Trama

Anni ’60. La famiglia Winshaw è una ricca famiglia inglese che si ritrova, nel primo capitolo, nelle immense stanze della magione Winshaw Towers per festeggiare il compleanno di Mortimer. Partecipa anche Tabitha, sua sorella, dopo molti anni di reclusione in un ospedale psichiatrico, in seguito  alla morte del fratello Godfrey durante un raid aereo nella Seconda Guerra Mondiale. Tabitha è sempre stata convinta che la responsabilità della morte di Godfrey sia del fratello Lawrence, il quale la reputa una pazza. Durante la serata, già si vanno delineando i caratteri e gli interessi degli ancor giovani nipoti. Nel corso della notte, un omicidio avverrà all’interno del castello, senza per altro scomporre i freddi e calcolatori Winshaw.

Da questo momento, la storia della famiglia Winshaw è strettamente legata a quella di un bambino che sta festeggiando il suo nono compleanno a chilometri di distanza. Quel giorno Michael è al cinema con i suoi genitori, sta guardando un film che lo segnerà per sempre. Una volta cresciuto, lo scrittore Michael Owen sarà incaricato da Tabitha di scrivere la storia della famiglia. Michael si trova a navigare a vista tra la cinica e senza cuore Hilary, l’imprenditrice Dorothy che trasforma il fiorente allevamento del marito in un’industria crudele, e poi ancora il cugino Mark, coinvolto in traffici di armi con l’Iraq ai tempi dello scoppio della Guerra del Golfo, e poi Henry e Roddy.

Michael perde i suoi anni migliori in questo progetto inconcludente e, alla fine, in un quasi-thriller ironico e sagace, scoprirà di avere molto più a che fare con la famiglia Winshaw di quello che avrebbe mai potuto immaginare. 

Perché mi è piaciuto

I personaggi della famiglia sono tratteggiati come se fossero delle caricature. Le loro caratteristiche dominanti sono portate al parossismo, talmente grotteschi e spietati che diventano puro divertimento. La figura di Michael, su tutte, è come un collante che piano piano tira tutte le file delle situazioni più disparate. I filoni sono molteplici, come i piani temporali che s’intersecano. L’utilizzo della scena di un cult movie di serie B come motivo che ritorna per tutto il romanzo, l’ho trovato semplicemente geniale! La critica al sistema capitalista e politico degli anni ’80-’90 in Inghilterra è feroce per quanto sottile ed elegante

A chi lo consiglio

Lo consiglio a chi, per una volta, non ha voglia di romanticismo. Infatti, non aspettatevi mamme amorose o relazioni complicate, ma solo tanta ironia, raccontata attraverso episodi della storia: la politica di Margaret Tatcher e la Guerra del Golfo, solo per citarne un paio. Questa storia è anche un thriller, un giallo, una trama che vi terrà incollati fino all’ultima riga.

Un pezzettino dal romanzo

Per ironia della sorte quella stessa Tabitha Winshaw, oggi ottantunenne e con non più facoltà mentali di quelle esibite negli ultimi quarantacinque anni, è la patrocinatrice e la finanziatrice del libro che tu, mio caro lettore, tieni ora fra le mani. Scrivere delle sue condizioni risulta compito, per qualche verso, problematico ma ciò non toglie che, alla luce dei fatti, la realtà sia questa: che dal momento in cui le arrivò la notizia della tragica morte di Godfrey, Tabitha fu preda di una grottesca fissazione.

La famiglia Winshaw, Feltrinelli, 2014

0 commenti
4

Potrebbe anche piacerti

Condividi