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Dottore “legatemi le tube”

by Ary

Stamattina mi lavavo e, non di mia consuetudine, pensavo al mio fisico, a come è davvero cambiato dopo la gravidanza.

Ho fatto come mio solito, invece, un viaggio mentale in tre secondi che mi ha condotto ai giorni in ospedale dopo il parto…

Era il 24 Settembre, anzi il 25 del 2015.

Arriva una ragazza, una donnona, ormai già mamma di due bei maschietti, e in attesa della chiamata per la sala operatoria per avere il terzo taglio cesareo per l’ultimo dei suoi figli, ennesimo maschio.

Le mettono il catetere, si inizia a percepire la sua agitazione, non aveva mai  avuto problemi sotto questo punto di vista, ma quel giorno accusava anche il peso di quel piccolo tubicino.

Arrivò il ginecologo, non feci a meno di sentire cosa lei gli sussurrò piangendo: – Vi supplico dottore “legatemi le tube”.

Il dottore le rispose: – Sai che io queste cose non le faccio.

Sarà stata la sua morale, credo, il motivo per il quale rispose così.

Quella povera donna, aveva il terrore solo a pensare che il marito volesse riprovarci solo per avere una femmina, o forse non ci avrebbe riprovato, lo avrebbe preteso e magari si sarebbe ritrovata con un 4 figlio, per l’ennesima volta maschio.

Come si può essere terrorizzata dalla notizia di poter aspettare un’altro figlio?! Come si può pretendere da una donna di violarsi ancora una volta solo per il capriccio di un uomo che semplicemente non capisce cosa vuol dire essere donna!

Come si può, in questa era che inneggia all’evolversi e all’evoluzione, essere invece ancora così arretrati!? 

Ecco, la violenza non è solo il pugno in un occhio, non è solo abusare fisicamente.

Violenza è anche pretendere, imporre la tua idea, il tuo pensiero a chi in realtà la pensa diversamente.

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