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Come sopravvivere alle cene con i figli degli amici

by Diventare Mamma

Per noi mamme il tempo trascorso con i nostri piccoli é una benedizione, sempre! Ma é cosí per tutti? Un simpatico articolo a cura di Sara di Chiedialei.it

Amici con figli a cena, come sopravvivere all’incontro ravvicinato

Non hai ancora figli, ma l’idea di allargare la famiglia non ti dispiace? Beh, non sei da sola e più o meno tutti passano da questa fase. Proprio come me! Poi intorno cominciano a diventare genitori in molti e allora le solite serate si trasformano. Ed eccola lì, a guardarti con sfida, la prova del nove: invitarli a cena, si proprio loro, gli amici con i figli.

Gli amici sono un bene prezioso, lo si sa, ma quelli con i figli per chi ancora non ne ha, sono degli esseri mitologici. Tra poppate, notti insonni, pianti infiniti. E poi via via che crescono, ti chiedi come è che fanno a coordinare tutto e crescere questi piccoli esserini in modo così formidabile?

Però, c’è sempre un però, non tutte le serate riescono come dovrebbero.

La mattina dopo ti alzi e pensi: non ce la posso fare, se mi viene un figlio così come faccio? Meglio non averne. No, via su, non esageriamo. Ma la vedi come un’impresa titanica. Poi pensi anche ad altri bambini che sono transitati da casa e ti risollevi.

 

Le 5 tipologie di figli che ho vissuto per una serata

  1. I tranquilloni, dove li metti stanno, mangiano qualsiasi cosa finché hanno voglia e poi si sdraiano sul divano.
  2. Quelli un po’ noiosi per il cibo ma che con una fetta di pane e prosciutto li sistemi.
  3. Bambini che mangiano solo la pizza che fa il papà o quello che cucina mamma, che ti arriva in casa con tutto il kit, pronta a prendere possesso dei fornelli.
  4. Quelli che mangiano tutto ma non si sa mai, con padri che ti dicono di mettere un wurstel in frigo.
  5. Gli indemoniati, che urlano, si arrampicano sul frigo, ti scrivono sui muri e sulle porte, ti chiedono un cartone e si piazzano a 5 cm dal televisore chiedendoti stizziti di fare silenzio, che le povere creature non sentono bene.

E come fare a sopravvivere alle cene con amici con figli?

Ecco il mio piccolo e modesto vademecum (dedicato soprattutto a chi non ha bambini)

Per prima cosa, dare il tempo ai bambini di ambientarsi e prendere confidenza con la casa, ora nel mio caso non è così grande che in 5 minuti hanno già sviaggiato ovunque.

Cercare di avere un contatto con loro e non guardarli come se fossero degli alieni, capitati lì non si sa per quale motivo. Di sicuro aiuta tutti, non solo loro, ma soprattutto noi!

E poi due cose fondamentali: uno spazio per poterli far disegnare, fogli in quantità, matite e la libertà di poterlo fare non dovendo per forza stare a tavola. E una buona scorta di film di animazione adatti per la loro età, con tutte le piattaforme che esistono questo non può essere certo un problema!

Per tutto il resto imbocca al lupo, perché se in casa avete l’indemoniato di turno, non c’è santo che vi possa proteggere. Solo tanta, ma tanta pazienza. E tanti bei disegni da attaccare al frigo!


 

Chi sono

Sono Sara Burberi, nata nel 1984 a Firenze, dove vivo ancora oggi, o per meglio precisare nella provincia da pochissimo tempo. Ingegnere ambientale di formazione ma nella vita, dal 2014, sono una social media manager e communication. Mi sono dedicata alla scrittura per me e per gli altri, facendo anche un po’ di ghostwriting. Sono una persona che si tiene informata “dallo spillo al cannone”, insomma mi interessa tutto: che sia cucina, letteratura, film, musica e tecnologia.

L’ironia mi accompagna in ogni fase della vita e in ogni mia esperienza. Infatti sono una

Per amore mi sono trasferita in campagna, più precisamente a San Polo in Chianti, una ridente frazione del più famoso e citato Comune di Greve in Chianti. La patria del vino toscano.

Ho uno splendido Golden Retriever di nome Rio, che per motivi di spazio nel mio primo trasloco, è rimasto con i miei genitori. Ora guai a chi glielo tocca e quindi non ci provo nemmeno a portarlo con me nella mia nuova casa. Ma qua ho trovato Pippo, un cane da caccia con una certa età, ma che mi fa compagnia.

 

Chiedi a Lei nasce con due amiche preziose, Cecilia e Susanna.

Unite dalla passione per la danza, ci siamo ritrovate a condividere una chat di Whatsapp, prima solo per fissare i nostri appuntamenti del lunedì di lezione. Poco dopo è diventato uno dei modi per raccontarci, nel più breve tempo possibile, tutto ciò che ci accadeva. Finché non si è trasformato nel weekend nel #chiedialei. Uno scambio di foto di pietanze, esperimenti, consulenze culinarie, amicali e amorose. Insomma un numero verde sempre attivo!

Da qui l’idea di trasformarlo in un blog che possa essere d’aiuto a tutti. Aperto alle richieste e alle collaborazioni di chi avrà voglia di farlo, prime fra tutte le mie due amiche “Balleronze” 😜.

Il loro blog su ➡️ www.chiedialei.it

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