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Giocare con le bambole: l’importanza del gioco libero

by Diventare Mamma

In questo articolo Marta Marino, educatrice e creatrice di “Le Bambole di Marta” ci parla dell’importanza del gioco libero e spiega perchè giocare con le bambole fa bene!


“Io con mio figlio non so giocare” – Questa è una delle frasi che, come educatrice, mi sono sentita ripetere più spesso. Genitori annoiati, preoccupati, quasi a disagio di fronte alle richieste di presenza nel “tempo del gioco” dei loro figli. 

Moltissimi adulti col passare del tempo, degli anni, con la conformazione ai tempi e modi che la società attuali ci impone, disimparano a giocare. Vanno alla grande giochi ben codificati, che abbiano una fine ed un inizio, uno scopo, un vincitore ed un perdente, un tempo preciso. Ma giochi che “non finiscono mai”, in cui l’unico limite è quello della fantasia… ci spaventano un pó. Ci mettono di fronte alla nostra razionalità, al nostro bisogno di sicurezze e spesso quell’angolino ci sta troppo stretto. Il problema fondamentale della maggior parte dei giochi moderni, compresi i tanto amati videogiochi, è che si basano su un meccanismo di “ricompense e punizioni” creato per frustrare e castrare la fantasia e la capacità di “risoluzione creativa dei problemi” dei bambini. 

Giocare con le bambole fa bene!

Il “Gioco simbolico” al contrario è quel gioco che crea una “terra di mezzo” tra realtà e finzione, in cui noi e i nostri bambini possiamo intraprendere dei ruoli, mettere in atto scene di vita quotidiana riviste ed elaborate attraverso le “lenti” della nostra percezione personale e della nostra fantasia. Certo, bisogna mettere da parte il genuino imbarazzo che proviamo a volte noi “grandi” a calarci nei panni che i nostri bimbi ci chiedono di vestire! 

Il gioco con le bambole appartiene proprio a questo “filone” ludico. Come educatrice e come mamma sostengo da sempre la profonda importanza che le bambole rivestono nel percorso di crescita di una persona. 

Soprattutto quelle più semplici, create con materiali naturali, e dalle espressioni neutre. Con questo non condanno in alcun modo le bambole di vinile, fondamentali per quei bambini (come la mia) che adorano portarle nella vasca da bagno! 

Le Bambole Waldorf, sono bambole che rappresentano perfettamente quello che reputo il compito più importante di una bambola: aiutare i bambini ad appropriarsi della propria autogestione emotiva, cioè la capacità di gestire il turbinio di emozioni che provano. 

Una bambola in cui il bambino possa rispecchiarsi permette di canalizzare la rabbia, la gioia, la paura, la frustrazione, la gelosia. Permette al bambino di “sfogarla” sulla bambola, ma soprattutto di rivedere in lei stessa, nella sua espressione, le stesse cose che prova lui. 

Questo è il motivo principale per cui non consiglio mai bambole che abbiano sorrisi o bronci molto accentuati. 

A volte ci sono genitori che dicono che ai loro figli le bambole non interessano affatto.  

Questo può talvolta dipendere da uno “scorretto” modo di presentazione della bambola, o dalle aspettative di un genitore. Ci sono bambini che relegano le bambole al ruolo di “spettatrici ” dei loro giochi: Questo non significa che non siano per loro importanti. Essere guardati, per i nostri figli, è fondamentale. E le bambole assolvono anche questo compito. 

Presentare una bambola ad un bambino significa presentargli un amico.  

Suggerisco sempre di dare un nome, dei gusti, una storia alla bambola. Creare un contorno, un’avventura in cui bambino e bambola siano protagonisti.  

Proporla al bambino come una nuova compagna, che magari adora i dinosauri e odia i cetrioli proprio come lui. Procurarsi dei “facilitatori” del gioco: cibo finto, un lettino (Una scatola con una copertina va benissimo!), dei vestitini di ricambio, magari un pigiamino.

Scegliete un momento della vita non frenetico (la mattina di Natale potrebbe non essere il momento ideale!) e siate ospiti partecipi ed entusiasti dell’incontro. Fate domande, proposte, mostratevi curiosi ed emozionati.

E non relegatela su una mensola se non la considera subito! Lasciatela a portata di occhi e mani, le relazioni hanno bisogno di tempo per affermarsi. Potrebbe non innamorarsene a primo sguardo, potrebbe aver bisogno di “studiarla” un po’.

Trattate le bambole con delicatezza: i bambini ci guardano. Non lanciatele, non trasportatele per i capelli, rivolgetevi con delicatezza quando fingete di parlare con loro, non tenetele per la testa. 

La “bambola perfetta” non esiste. Nonostante io sia una amante delle bambole create con materiali naturali ho acquistato a mia figlia una bambola di vinile perché per lei, in questo momento, è importante potersi occupare del suo igiene e farle un numero imprecisato di bagnetti! 

Esiste la bambola giusta per il momento giusto

Ad un neonato non proporremo una bambola da vestire/svestire e coi capelli lunghi. Tenere conto delle inclinazioni personali e dello sviluppo neurologico e motorio dei nostri figli durante la scelta della bambola è il primo modo per “non sbagliare”! Come per tutti gli altri giochi, scegliete bambole “belle”. Proporre ai nostri bambini giocattoli belli, ben costruiti, con attenzione a colori, materiali, proporzioni è molto importante per lo sviluppo non solo del loro senso estetico ma per lo sviluppo del loro senso morale.

Mio figlio dice le bugie – cosa fare

Bello, brutto, giusto, sbagliato vanno a braccetto.

La cosa più importante, come sempre, rimane la qualità del tempo che i bambini passano coi loro genitori. Se possiamo utilizzare questo tempo per divertirci ed imparare insieme in buona compagnia, perché non approfittarne?

Le bambole fanno benissimo anche agli adulti: buona riscoperta dei vostri bambini interiori!


Le bambole di Marta

Bambole artistiche da collezione, di ispirazione Waldorf. Create con utilizzo di fibre naturali, cucite a mano con molto amore. ❤

www.lebamboledimarta.com
Instagram @lebamboledimarta
Facebook – LebambolediMarta

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