Tornatene al tuo paese – ma quale?

by Sara

Settimana scorsa è accaduto un fatto molto spiacevole.

Stavo camminando e passando sotto un ponteggio ho incrociato una ragazza più o meno della mia età. Non ci siamo guardate né tanto meno sfiorate eppure mi è parso di sentire qualcosa. Giusto un bisbiglio, credo di aver capito, ma incredula le chiedo di ripetere. Lei senza nemmeno fermarsi e con tanto orgoglio ripete forte e chiaro quanto appena accennato, aggiungendo anche qualche parola in più, in modo da eliminare ogni equivoco. Passa qualche attimo giusto il tempo di acquisire consapevolezza di quanto appena accaduto e di tutta risposta mi abbasso al suo livello mandandola a quel paese.

L’episodio termina apparentemente così. Si, dico apparentemente perché sono ancora qui che ci penso. Sono ancora qui che ci rimugino su. Ne parlo con chi mi circonda, ma mi rendo conto che non mi basta.

Islamica di m*, tornatene al tuo paese, noi qui non ti vogliamo!

Parole chiare e forti da far male. Parole inaspettate e gratuite, ma molto superficiali.

Poi penso “di quale paese stava parlando, visto che vivo a Milano da quando ho 2 anni?” e “chi rientra in quel <Noi> dal quale mi sta escludendo” mi chiedo.

Non so se sia stato il mio hijab a farla scattare (anche se in fondo credo proprio di si) e sono consapevole che l’ignoranza sia diffusa, ma ancor di più so che oltre ad arrabbiarmi e reagire di impulso -proprio non ce l’ho fatta a trattenermi- non ho fatto altro che fomentare -Dio solo sa – chissà quali pensieri bacati avesse lei nella sua mente.

Ma non mi soffermerò su questo, non mi piangerò addosso e certo non scrivo per farmi compatire. Piuttosto colgo l’occasione per far conoscere, almeno un minimo, la mia religione. Non sono un teologo o un imam (sapiente), ma cercherò almeno di estirpare quei pregiudizi così profondamente radicati nell’inconscio delle persone, da fare di tutta un erba un fascio. Del resto si sa, ciò che non si conosce spaventa!

Inizierò con delle nozioni che per alcuni di voi magari risulteranno ovvie, ma che per altri potrebbero rivelarsi delle grandi scoperte! Lo dico per esperienza.

  • Islam è il nome della religione.
  • Chi segue questa religione non è islamico, ma musulmano/musulmana.
  • Non tutti gli extracomunitari sono musulmani (le due parole non sono l’una sinonimo dell’altra!)
  • Non tutti i musulmani sono stranieri (esistono anche musulmani italiani ed europei!)
  • Musulmano non è sinonimo di terrorista.
  • Allahu Akbar significa Dio è grande e non attentato in corso.
  • Portare il velo (hijab e non burqa) è una scelta consapevole, anche se non mancano purtroppo i casi (strumentalizzati) in cui essa diviene costrizione.
  • La donna non è sottomessa tutt’altro! Essa è valorizzata e tutelata più di quanto possa essere immaginato.
  • Nei paesi musulmani ci sono più chiese e sinagoghe di quante moschee o luoghi di culto esistano in italia.

Che dire, se avete dubbi o curiosità sono qui.

Sono dell’idea che è meglio una domanda in più che dubbi o conclusioni infondate.

Siamo tutti diversi, con qualità, difetti ed interessi che ci distinguono l’uno dall’altro rendendoci in questo modo unici e speciali. Ricordiamoci dunque quanto la diversità sia una ricchezza, e cerchiamo di valorizzarla.

 

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