La relazione materna: spazio di armonia e regolazione emotiva

by Alessandra Sodi
Pubblicato: Ultimo aggiornamento

La relazione materna intesa come spazio di armonia e regolazione emotiva è l’argomento della nostra lunga chiacchierata con la dott.ssa Scilla Esposito, dottoressa in psicologia clinica e arteterapeuta, il primo di una serie di narrazioni che ci aiuteranno ad entrare nel nostro vissuto di mamme, affrontando di volta in volta temi a noi vicini, raccontati e rielaborati per noi dal punto di vista di chi ama indagare il mistero e il fascino dell’animo umano e delle relazioni.

La relazione materna: il principio di tutto

La prima relazione con cui stabiliamo un legame che ci consentirà di organizzare e regolare il nostro comportamento è quella materna. Essa, nella sua concezione strutturale, plasma le nostre strutture cerebrali fin dal nostro concepimento: la sua influenza sarà per il bambino fonte di regolazione, contenimento ed integrazione con l’ambiente.

Nel corso dello sviluppo cerebrale del bambino il mondo sociale rappresenta la fonte principale delle esperienze che influenzano l’espressione genica. I cambiamenti indotti a livello della trascrizione genica provocano modifiche strutturali delle cellule nervose, plasmando in tal modo la mente relazionale. A loro volta le attività della mente portano a variazioni fisiologiche cerebrali che possono dare luogo all’espressione di geni diversi (Siegel, 1999).

Benefici di coccole e carezze nei neonati

Uno studio condotto dai ricercatori della University of British Columbia e del BC Children’s Hospital Research Institute ha valutato quanto le carezze e il contatto umano influenzano l’espressione genica nei neonati protraendo i loro effetti di beneficio a lungo termine. La ricerca ha evidenziato quanto i bambini più “coccolati” sono anche quelli meno stressati e nei quali si attivano prima e meglio i geni coinvolti nella regolazione delle funzioni metaboliche e immunitarie.

Cos’è la regolazione affettiva

Questo sistema di regolazione è strutturato da un insieme di organizzazioni, bio-neurofisiologiche, a queste aree si integreranno le capacità di simbolizzazione del pensiero e del linguaggio, determinando sempre più le competenze psichiche funzionali.

Il concetto di regolazione affettiva, tra corpo e identità psichica, va considerato nella sua interezza come una occasione di regolazione reciproca. Non solo la madre regolerà gli stati emotivi del bambino ma i segnali stessi emotivi provenienti dal bambino regoleranno a loro volta l’affettività e il comportamento della madre.

La relazione materna e la reciprocità relazionale

La relazione madre-figlio così impostata diventa come una danza virtuosa a due, generatrice di sincronie armoniose. Gli scambi emotivi intersoggettivi, si adattano al soggettivo dell’altro, creando un linguaggio produttivo e germinativo di reciprocità relazionale.

La relazione intersoggettiva costituisce la prima delle modalità primitive di costruzione di significati, un sistema espressivo vissuto nello “spazio simbolico” di relazione condivisa, un vero e proprio codice privato a due. E’ una esperienza intima e totalizzante, lo spazio unico e irripetibile dove i ritmi corporei si fondono ma non confondono, dove il linguaggio non verbale diventa comunicazione esclusiva, fatto di sguardi, di odori, di forme morbide e umide, di suoni sintonizzati e coincidenti che sostengono l’ esperienza cognitiva e definiscono quella percettiva rendendola interattiva, intensa ed efficace, e decodificano l’esperienza emozionale, intrisa di processi bidirezionali in cui ognuno si immerge adattando e stimolando sé e l’altro.

La sintonizzazione affettiva

L’intersoggettività è una attitudine che si manifesta precocemente nei bambini, si sviluppa a partire dalla fase preverbale, quando il bambino inizia a sentire gli altri diversi da sé e, allo stesso tempo, capaci di avere uno stato mentale simile al suo. In quella fase diventa quindi patrimonio di relazione la sincronia e circolarietà di comunicazione.

Questa propensione è una vera e propria sintonizzazione affettiva: la capacità adeguata della mamma nel decodificare i bisogni è fondamentale, riconoscendoli come separati dai propri. Riuscire a sintonizzare i reali stati interni del bambino è assolutamente necessario al suo benessere: attraverso il rispecchiamento la mamma riuscirà ad evitare di iper-eccitare o ipo-stimolare il proprio bambino, relazionandosi con lui in modo coerente ai suoi bisogni.

Il bambino attraverso la relazione materna saprà regolarsi avendo appreso a sua volta un modello efficace, acquisirà la fiducia di sé, stabilirà relazioni affettive efficaci sulle quali poter contare e alle quali poter donarsi.
La regolazione delle emozioni è una componente importante della competenza emotiva, nella vita affettiva di un individuo: ci rende liberi, flessibili, adeguati nei vari contesti sociali ed integrati psichicamente.

A cura della dott.ssa Scilla Esposito

La dott.ssa Scilla Esposito, dottore in psicologia clinica, specializzanda in neuropsicologia clinica e arteterapeuta, vive e lavora a Roma; ha un'esperienza ventennale presso cliniche residenziali psichiatriche ed r.s.a. E' referente del Centro Diurno dei Disturbi Cognitivi e docente dei moduli di Psicologia Generale per corsi di formazione professionalizzanti per il personale socio sanitario. I suoi articoli, nati dall'interesse clinico e dalla curiosità verso la bellezza e la complessità della mente e dell'animo umano, potete trovarli sulla sua pagina facebook.

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