Home Salute e Benessere Contrazioni in gravidanza: impariamo a riconoscerle 

Contrazioni in gravidanza: impariamo a riconoscerle 

by Pazienti.it

Sapreste definire le contrazioni uterine? In primis, è importante fare una premessa: il meccanismo delle contrazioni uterine è differente da quello degli altri muscoli, questo perché a livello dell’utero si ha un tipo di muscolatura particolare, costituita essenzialmente da cellule lisce che funzionano indipendentemente dalla nostra volontà.

Inoltre, la muscolatura uterina è data da fasci di fibre spiraliformi. Lo scopo di questa distribuzione delle fibre muscolari è duplice; al di fuori della gravidanza, c’è una funzione emostatica nel concludersi della mestruazione. Durante la gravidanza, quando si è in travaglio, il muscolo che si contrae dà una spinta verso il basso al feto, esercitando una forza uniforme su tutto il corpo fetale.

✨ A cura del Dr. Gianfranco Blaas, specialista in ginecologia.

Si parla di “meccanismo peristaltico altamente organizzato”. La dinamica è simile alla peristalsi intestinale, che fa progredire cibo e feci lungo il canale digestivo, grazie a contrazioni dei fasci muscolari circolari, alternate a rilassamento della parete muscolare in zone vicine all’intestino.

Il fine ultimo è di far progredire un corpo attraverso un organo cavo, ma, chiaramente, un feto non potrebbe sopportare le contrazioni “segmentarie” che subisce il contenuto intestinale.

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Quando si presentano le contrazioni uterine?

Le contrazioni uterine, anche se leggere o sporadiche, sono presenti sin dall’inizio della gravidanza, in quanto sono una risposta fisiologica allo stimolo dato dalla presenza dell’embrione e degli annessi (placenta e membrane amniotiche), che tendono a dilatare l’utero.

Quindi, la comparsa di “doloretti puntori” passeggeri e incostanti nei primi tre mesi di gravidanza non deve spaventare.

Con il passare dei mesi, l’utero si ingrandisce, ma non partono in condizioni normali le contrazioni, perché il progesterone (l’ormone che “protegge” l’andamento della gravidanza) mantiene le cellule muscolari uterine in stato di riposo, mentre, nel frattempo, sotto l’influsso degli estrogeni, le cellule muscolari stesse si “caricano” di quelle proteine (actina e miosina, in particolare) che saranno efficaci nello scatenare le contrazioni uterine da quando inizierà il parto.

In effetti, il meccanismo non è così semplice, ma vi sono situazioni in cui le contrazioni uterine iniziano prima del tempo. Ciò avviene quando la gravidanza non evolve in modo regolare, o per una imperfezione dell’utero (presenza di fibromi, malformazioni uterine) o per infiammazioni o, ancora, per un eccesso di quantità di liquido amniotico (polidramnios).

Comunque, sono contrazioni caratterizzate da intensità, persistenza, periodicità. Negli ultimi mesi di gravidanza, si avvertono invece delle contrazioni uterine irregolari, non dolorose e distanziate nel tempo. Diverse sono le “false contrazioni”, hanno una intensità scarsa e servono soprattutto a favorire la posizione longitudinale del feto in utero (che è poi quella necessaria per un parto naturale).

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Contrazioni di Braxton Hicks

Esse evolvono, verso la fine della gravidanza, nelle cosiddette contrazioni di Braxton Hicks, dal nome del medico che nel 1872 le identificò e le descrisse.

Tali contrazioni fanno in modo in modo che il bambino progredisca verso il canale del parto, mantenendosi in posizione: esse possono essere anche abbastanza regolari, ma mai troppo dolorose e poi non hanno una alternanza precisa. Questi caratteri servono a riconoscerle.

Nella fase finale della gravidanza, può comparire una contrazione acuta, persistente, che colpisce in modo particolare una zona dell’utero, può essere accompagnata anche da lieve perdita di sangue: occorre allora un controllo specialistico.

Proseguendo verso il periodo del parto, avviene sempre più spesso che si avvertano sensazioni dolorose nel basso addome (a volte più alla parte inferiore della schiena). Il fatto che compaia qualche segno di sangue più o meno scuro non comporta nulla, così come la presenza di qualche goccia di latte dai capezzoli.

Contrazioni regolari

Importante è, se si ha la sensazione che la contrazione diventi ritmica, distendersi, appoggiare una mano sulla pancia e avvertirne l’indurimento (deve essere ben avvertibile!) e tenere controllato con l’orologio la frequenza delle contrazioni: quando, per almeno un’ora, si ha un ritmo di sette-otto minuti, con durata della contrazione di almeno uno/due minuti, è il caso di avviarsi verso il punto nascita.

Se dovesse, nel frattempo rompersi il sacco amniotico, nessuna tragedia: vi è tutto il tempo di ricoverarsi con calma (anche se il ricovero è necessario). Lo stesso dicasi se vi è una perdita di sangue dai genitali della intensità di una mestruazione, anche in assenza di dolori.

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