Mamme Imprenditrici Allattano: nasce il progetto MIA

by Alessandra Sodi
Pubblicato: Ultimo aggiornamento

Maternità, lavoro e allattamento.. Di allattamento e di mamme si sente parlare in ogni dove, spesso con poca cognizione di causa e scarsa empatia verso quelle donne che scelgono e possono allattare i propri figli anche per un lungo periodo di tempo. Tutte noi però sappiamo quanto sia difficile conciliare maternità, allattamento e lavoro, è per questo motivo che vogliamo raccontarvi la storia di un progetto particolare, raccontata attraverso le parole delicate di Donatella Briganti, ghostwriter e giornalista, una professionista di una gentilezza rara, una donna accogliente, sorridente, empatica, mente e cuore del progetto MIA – Mamma Imprenditrici Allattano.

Il ‘Progetto MIA – Mamme Imprenditrici Allattano’ è nato sulla mia pelle, nel senso che è nato dalla mia esperienza di vita, anzi dalla mia nuova vita: quella da mamma.

Da lavoratrice quale sono sempre stata, lontana dalla mia Sicilia e dalla famiglia di origine, mi sono ritrovata sola con una bimba e una nuova identità. Mio marito lavorava tutto il giorno fuori casa e quando tornava, a notte fonda, trovava me e nostra figlia che piangevamo per mille motivi. Uno di questi riguardava quell’allattamento di cui tanto avevo letto e che tanto desideravo avviare. Ma non pensavo fosse così difficile, così impegnativo, seppur così bello. Molte avviano l’allattamento senza problemi, beate loro! Io ho incontrato mille difficoltà, mille paure, mille ostacoli e soprattutto tanta ignoranza, anche tra pediatri che avrebbero dovuto aiutarmi e incoraggiarmi ad allattare mia figlia e invece mi dicevano soltanto: “Ma chi te lo fa fare?! Dalle il latte artificiale!”.

Sono una donna determinata. E mi ero informata molto prima, avevo fatto corsi, letto libri, parlato con tante persone. Avevo capito che l’allattamento sarebbe stato un aspetto molto importante per la salute di mia figlia. E che l’avrebbe aiutata per sempre, passandole, come ormai provato e comunicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anticorpi utili a difenderla da tante malattie.

Maternità e lavoro: quando una mamma si reinventa

In tutto questo ho partorito, contestualmente, il mio nuovo lavoro. Giornalista ufficialmente dal 2008, ho sempre scritto per gli altri. Oltre agli articoli, ai comunicati stampa e ai servizi fotogiornalistici, ho sempre aiutato amici, parenti e conoscenti a scrivere ciò che volevano dire ma non riuscivano a mettere per iscritto. Così, visto che avrei dovuto trovare una nuova dimensione che mi permettesse di stare con mia figlia, gestire il mio tempo in autonomia, guadagnare e non dover timbrare il cartellino, ho pensato bene di trasformare quel servizio in un vero e proprio lavoro. Perché non fare la ghostwriter? In fondo, di scrittura mi sono sempre nutrita, di empatia ho sempre vissuto, di miglioramenti ne ho sempre desiderati e di soldi, diciamo la verità, facendo la giornalista non ne ho mai guadagnati davvero.

La scrittura è la mia passione e, da neomamma, ho pensato anche, in momenti di disperazione e solitudine, che forse avrei dovuto mettere in piedi qualcosa che potesse aiutare me e le altre mamme. Mamme imprenditrici, donne che, quando diventano mamme, devono reinventarsi e darsi da fare per creare un lavoro autonomo, o devono gestire la loro azienda portando con sé il neonato per allattarlo o chiudersi in bagno per tirare il latte che poi daranno nel biberon. L’allattamento è l’unica cosa che non si può delegare se non tirandosi il latte, il che è una vera scocciatura. E toglie a te e al tuo bimbo la magia che il contatto pelle a pelle regala.

È molto difficile conciliare lavoro e maternità. E, ancor di più, lavoro, maternità in generale e allattamento in particolare.

Perchè è nato il progetto MIA

Molte donne abbandonano il loro posto di lavoro per stare con i figli, molte vengono proprio mandate via, molte scelgono di cambiare vita per crescere i propri figli e non affidarli notte e giorno ad una babysitter. Molte rinunciano all’allattamento per tornare al lavoro. Ed ecco perché è nato il mio progetto. Trovando assurdo che una donna debba spesso scegliere tra il lavoro e la maternità; trovando non adeguatamente riconosciuto il ruolo delle neomamme nella società che dovrebbe solo ringraziare chi affronta tale “rivoluzione”, come la chiamo io; considerando che non ci sono aiuti garantiti dallo Stato, sostegni che non siano a pagamento e considerato che spesso le mamme sono completamente sole e abbandonate a se stesse in un momento delicatissimo della vita; prendendo atto del fatto che due ore per l’allattamento non servono a niente e quindi dovresti mancare dal lavoro tutto il giorno tutti i giorni per allattare tuo figlio; constatando che molti papà, molte mamme e molte famiglie intere affrontano crisi profonde proprio quando arriva una creatura anche voluta, proprio in quello che dovrebbe essere un momento magico e felice; ecco, dopo tutto ciò e molto altro, ho deciso di raccogliere le storie di mamme imprenditrici che allattano e/o hanno allattato per capire come hanno fatto a conciliare tutto, quali difficoltà hanno incontrato, capire come ce l’hanno fatta e soprattutto cosa, a loro parere, è mancato e sarebbe potuto servire e potrebbe, di conseguenza, servire a chi, come loro, affronta questa situazione.

Maternità, lavoro e allattamento: i racconti delle mamme

Diventare mamma è la cosa più bella del mondo. Ma è anche la più difficile. La più impegnativa. E se sei sola ad affrontare tutto questo, non sai come fare, come procedere, non sai se davvero sei una brava mamma o se sei, come ti senti, inadeguata. Io, per fortuna, non ero in depressione post parto ma ci sono stati momenti davvero difficili. L’unico aiuto valido che ho trovato è stato in una consulente IBCLC, Grazia De Fiore, che con dolcezza, competenza e professionalità, mi è stata accanto, anche se a distanza, e ha capito e risolto il problema di mia figlia che era sostanzialmente riconducibile al frenulo linguale corto. Siccome non era davvero troppo corto, non se n’era accorto nessuno. Mia figlia si è attaccata al seno da subito. Si è attaccata anche bene ma, a causa del frenulo un po’ corto, si stancava presto e non arrivava mai al “secondo latte”, cioè quello più grasso e sostanzioso. Risultato? Si attaccava spesso, non si saziava mai davvero, non prendeva peso, piangeva sempre. Mi avevano detto di tutto. Ma nessuno aveva davvero capito il problema. I primi mesi sono volati ma me ne sono accorta dopo. Mentre c’ero dentro mi sembravano infiniti. Dopo tutto quello che ho passato, che qui non approfondisco ulteriormente, ho pensato che avrei potuto fare qualcosa per cambiare la situazione delle mamme e la considerazione che si ha spesso dell’allattamento. Raccontando le loro storie e le difficoltà da loro affrontate, si può arrivare alle proposte concrete, a cosa si può cambiare in questa società per sostenere le mamme, quindi anche i neonati, i loro padri e le famiglie intere. Figure di sostegno, aiuti che non siano bonus latte artificiale ma che incoraggino l’allattamento materno e che aiutino le donne a continuare a sentirsi, appunto, donne. Non solo mamme. Che aiutino a lavorare e a conciliare i vari aspetti della vita di una neomamma. Perché le imprenditrici? Tutte le mamme sono fantastiche e cercano di fare il proprio meglio. Io ho scelto di circoscrivere il target di riferimento anche perché le dipendenti non hanno molta scelta e, cosa che non aiuta di certo allo stato attuale delle cose, devono attenersi ai pochi mesi di maternità previsti e alle ridicole due ore al giorno per l’allattamento. Quello rivolto alle mamme con lavoro dipendente magari sarà il mio prossimo progetto. Le imprenditrici, invece, non hanno regole fisse. Si autoregolano in base alle loro capacità, alle loro disponibilità e alle loro possibilità. Molte non smettono praticamente mai di lavorare, anche se non per scelta. Molte restano sul luogo di lavoro fino al giorno del parto e vi ritornano dopo una settimana con il neonato in fascia (santa fascia!). Mi incuriosiva capire come potevano e sceglievano di gestire le proprie giornate, tra appuntamenti di lavoro e poppate, le mamme con lavoro indipendente.

Mamme di oggi: uomini e donne di domani

Con il ‘Progetto MIA – Mamme Imprenditrici Allattano’ voglio lanciare un messaggio di speranza. Raccontando queste storie sul mio sito e poi facendone un libro, voglio far arrivare questo messaggio a chi di dovere. Per cercare insieme una o più soluzioni possibili. Una mamma felice, un bimbo allattato, un papà sereno e una famiglia in salute…tutto questo cambierebbe la società. Un bimbo allattato mancherà meno dal nido e poi da scuola, quindi farà mancare meno i genitori dal posto di lavoro, quindi meno disagi, meno problemi all’interno delle aziende e dei posti di lavoro di ogni genere. Solo con il giusto sostegno, le giuste soluzioni, possiamo pensare di conciliare in modo produttivo tutti gli aspetti della nostra vita. Ciò che serve maggiormente è un’idea nuova di mamma e di donna che lavora. La cosa bella, in tutto questo, è che proprio dove ci sono tutte le difficoltà del mondo, la donna c’è per superarle.

Voglio dimostrare che il coraggio delle mamme a volte gioca a nascondino, ma non manca mai e prima o poi viene fuori. Voglio raccontare, di riflesso, come queste fasi delicate e difficili di una donna, mamma, lavoratrice, si ripercuotono anche sulla vita, lavorativa e non, dei papà, ancora meno considerati dalla società e dalle Istituzioni (un padre ha solo pochissimi giorni di congedo alla nascita del figlio che, voglio ricordarlo, è anche suo!!!).

Al di là del mio progetto M.I.A., voglio entrare a far parte delle squadre di queste mamme imprenditrici, voglio scrivere per loro. Voglio offrire loro un servizio di scrittura da ghostwriter se vogliono scrivere un libro e da sole non ce la fanno, di stesura testi vari, se occorre per le loro aziende e il loro lavoro, da addetta stampa se hanno bisogno di promuovere i loro progetti e notizie che le riguardano.

 Voglio e sento di dover mettere a disposizione la mia professionalità, il mio talento, la mia esperienza e la mia passione per la scrittura, per divulgare questi concetti, per dare una mano alle mamme e per far conoscere a tutti questo mondo. Perché forse non tutti lo conoscono, forse qualcuno lo dà per scontato, forse qualcuno pensa sia tutto normale e giusto com’è, forse qualcuno si è rassegnato. Invece io voglio divulgare messaggi di forza, di coraggio, di positività per le mamme di oggi che crescono gli uomini e le donne di domani.

Se volete conoscere da vicino Donatella Briganti e le sue “mamme MIA” seguite questo link!

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